Sutri
Sutri affreschi chiesa rupestre
domenica 3 agosto 2025
2025 CAI 734A Raccordo via 3F Castelpulci con Sevoli
martedì 29 aprile 2025
FRANCIGENA 2025 G2 Montefiascone Viterbo
FRANCIGENA 2025 G1 Bolsena Montefiascone.
lunedì 24 febbraio 2025
2025 Riserva Naturale Monterufoli Caselli. Traversata
Cascata sul fiume Sterza
martedì 21 gennaio 2025
2025 Lucca Trekking Urbano "Curiosando oltre le mura"
sabato 10 agosto 2024
SENTIERO ITALIA CAI TRE FAGGI RIF.FONTANELLE. RICOGNIZIONE
martedì 4 giugno 2024
Via degli Abati traversata sui colli Piacentini a cavallo fra Val Tidone e Val Trebbia
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PERCORSO |
– Sabato: arriveremo con il pullman
a Camminata (327 m) e inizieremo a camminare scendendo fino al ponte
sul Torrente |
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Tidone. Lo attraverseremo e inizieremo a salire fino alle località Ronchi, Trebecco (523 m) e Case Giorgi (654 m).
Proseguiremo, sempre in salita, fino a un valico con una Cappellina, e continermo fino ad arrivare sulla Costa Lazzerello (792m), spartiacque fra la Val Tidone e la Val Tidoncello. Ancora salita e arriveremo
al Giardino Alpino di Pietra
Corva. Continueremo per bosco
e arriveremo a scollinare, dove ci
concederemo una deviazione salendo in cima al Pian Perduto (1036 m) dove il panorama va fino
alle Alpi. Riscenderemo e proseguiremo in discesa, fra i faggi, fino alla
strada, in località Sassi Neri,
dove troveremo il pullman per Bobbio.
Cena e pernottamento. Domenica: Colazione nel centro storico di Bobbio (250 m) e poi partiremo attraversando il suo bellissimo Ponte Gobbo (o del Diavolo) e
inizieremo a salire toccando le località di Santa Cecilia (685 m) e Fontana
e poi, con leggera discesa, arriveremo al paese di Coli (632 m). Da qui
continueremo fino ad attraversare il ponte sul Torrente
Curiasca e poi fino ai ruderi del Castello
di Faraneto (846 m). Proseguiremo verso il paese
di Cornaro (964 m),
menzionata per una cruenta battaglia fra partigiani e tedeschi. Continueremo in falso piano
fino a Pescina
(1026
m) per
poi, con uno strappo significativo, arrivare alla Sella dei Generali (1217 m), la cima più alta di
tutta la Via degli Abati e punto panoramico sulla Val Trebbia. Qui ci attenderà il pullman per il rientro a casa. |
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ALTIMETRIA G1
SABATO: Difficoltà: E km 17,3 Dislivello tot. 850 m disc. 200 m ore 6.00 Pranzo a Sacco
DOMENICA: Difficoltà: E km
15,5
Dislivello tot. 1200 m disc. 250 m ore5.30 Pranzo a Sacco
Abbigliamento e
attrezzatura: per escursione in montagna - Scarpe alte con
suola in VIBRAM o equivalente. Consigliati
i bastoncini.
Organizzazione e accompagnamento: AE Paolo Brandani (347 5171985) Guido Mori (339 7388593)
Gli accompagnatori si riservano di modificare, o annullare l’escursione, nel caso si presentassero situazioni di rischio per la sicurezza dei partecipanti.
domenica 12 maggio 2024
2024 Malmantile anello verso la val di Pesa CAI 744
Fu essenzialmente un centro militare posto lungo la Via “Vecchia Pisana”, l’antica e importante strada che congiungeva Firenze a Pisa. Successivamente diventò centro abitato. Una leggenda racconta l’episodio da cui prende il nome il paese. Nel IV° secolo, il vescovo di Milano Sant’Ambrogio, in viaggio verso il centro Italia, incontrò il vescovo di Firenze San Zanobi, presso una villa della zona. I due vi restarono alcuni giorni, ma alla partenza Sant’Ambrogio non soddisfatto dell’accoglienza ricevuta, inveì contro il proprietario della villa con le parole “Mala mantilia!”, cioè ‘cattiva tovaglia’ , per estensione luogo dove manca una buona accoglienza. La cerchia muraria, che pare sia stata supervisionata da Filippo Brunelleschi, risale al 1400 ed è uno dei primi esempi di cinta munita di apparato difensivo sporgente. In seguito fu la tipologia più usata in Toscana. Le mura hanno la lunghezza di 125 per 70 metri e formano un rettangolo orientato con i lati più lunghi a nord-ovest e sud-est, al centro dei lati corti si aprono le due porte unite dall’unico asse viario, da nord-est a sud-ovest. Le due caratteristiche porte, ancora visibili, sono entrambe con arco a tutto sesto, tipiche del periodo.
Il percorso inizia dalla piazza Piave, nel centro di Malmantile (175 m) con fermata mezzi pubblici. Entrati sulla via vecchia Pisana voltando a destra in discesa, si attraversa il centro abitato e si prosegue tra le abitazioni fino a via delle Macine, dove si volta a sinistra. Si continua fino a trovare a sinistra, una strada con un evidente torretta telefonica con il supporto rosso. Voltiamo a sinistra costeggiando un impianto industriale sulla destra. La strada diventa bianca e in discesa si raggiunge il fondo della piccola vallata che si attraversa risalendola dalla parte opposta fino a immettersi su un’altra strada bianca, via di Gello. Voltiamo a destra. La strada percorre un ampio crinale, dove si aprono grandi panorami. Si segue la strada bianca fino a raggiungere un gruppo di abitazioni. dove troviamo un bivio ma noi restiamo sulla sinistra rimanendo sul crinale. La strada bianca termina nei pressi di un parcheggio nei pressi di alcune abitazioni. Il percorso continua diventando strada poderale e poi sentiero vero e proprio. Si lasciano le coltivazioni con le olivete e i campi seminativi ed entriamo nel bosco a macchia mediterranea con querce, ginestre e lecci. Il fondo del sentiero è a ciottoli, testimoni di un lontano periodo geologico quando questa zona era il letto di un antico fiume, l’attuale Pesa. Si segue il sentiero che compie una svolta a sinistra e poi a destra. Attenzione a evitare le diverse tracce presenti seguendo con attenzione la segnaletica bianco rossa. Il sentiero arriva finalmente in fondo alla piccola valle e, dove il sentiero volta a sinistra sulla destra fra la vegetazione incolta, si può ancora intravedere i resti di un vecchio mulino per la macinazione dei cereali. Un segno inoltre della presenza significativa di acqua. Nei pressi si trova il Borro di Gello che confluisce nel Borro del Lago. Il fondovalle è particolarmente ombroso e fresco d’estate, immerso com’è tra i lecci e la vegetazione spontanea. Si segue sempre il sentiero nel fondovalle lasciando alcune tracce sulla sinistra. Attraversiamo alcuni piccoli guadi e continuiamo immersi nel bosco. Il sentiero si trasforma in strada bianca poiché serve un’abitazione che lasciamo in alto a destra. Lungo la strada troviamo i paletti gialli del metanodotto. Dopo circa 300 metri dal bivio per l’abitazione, c’è una traccia con segnavia che sale a destra. Continuando si raggiungerebbe la Strada SP 12 che collega Montelupo a Ginestra. Prendiamo il sentiero che sale per poco restando a mezza costa sopra la valle della Pesa. I rumori della strada sottostante e della non lontana Superstrada FiPiLi, lentamente si attenuano. Sopra di noi le linee dell’alta tensione. Seguiamo ancora il sentiero e in corrispondenza di un impluvio, troviamo sulla destra un sentiero dove voltiamo. Con una moderata salita si attraversa un’oliveta e si raggiunge poi una zona di macchia bassa. Passando nuovamente sotto la linea elettrica dell’alta tensione, seguiamo il sentiero con i segnavia bianco rossi, fino a raggiungere la sommità della collina dove termina la vegetazione bassa. Teniamo la sinistra e per traccia che costeggia sulla destra una vigna in coltivata, si raggiunge un piccolo gruppo di case con un agriturismo. Passiamo intorno seguendo la strada bianca, via Gavignano, che si innesta su via di Piandaccoli in corrispondenza di un piccolo tabernacolo. Seguiamo la strada che dopo qualche centinaio di metri termina sulla via Vecchia Pisana. Un caratteristico tabernacolo azzurro segna il bivio. Voltiamo a destra e facendo attenzione al traffico veicolare, percorriamo la strada per circa un chilometro e mezzo raggiungendo la piazza Piave da dove siamo partiti.
lunedì 18 marzo 2024
2024 Traversata Montepiano Boccadirio Roncobilaccio
DESCRIZIONE del percorso presa dalla locandina CAI
domenica 10 marzo 2024
2024 L'antica ferrovia sul torrente Ritasso e le Foreste nella valle dello Sterza
COLLINE METALLIFERE L'ANTICA FERROVIA SUL TORRENTE RITASSO E LE FORESTE NELLA VALLE DELLO STERZA
L’escursione che
proponiamo si svolge nella "Riserva Naturale Monterufoli Casella" fra la
fattoria Villetta di Monterufoli e La Sassa (di nome e di fatto), un
piccolo borgo arrampicato su uno sperone di roccia. Siamo nelle Colline Metallifere, nei comuni di Montecatini Val di Cecina e di Monteverdi Marittimo, nella provincia
di Pisa. La Riserva Naturale “Foresta
Monterufoli-Caselli” fu istituita
nel 1997, è la più grande Riserva
Naturale della Toscana:
un territorio interessante da visitare per le molte emergenze
naturalistiche, i panorami, il paesaggio e le testimonianze della storia
secolare. La fitta macchia che caratterizza molte parti della Riserva favorisce la presenza di una ricca fauna: molti ungulati e
carnivori come il lupo e probabilmente il gatto selvatico. Il territorio è
attraversato da torrenti di alto valore ambientale, con acque limpide, che
hanno favorito la presenza di anfibi
e rettili (anche la testuggine comune e il granchio di fiume) e di un’abbondante flora, Tutta la zona si
presenta particolarmente interessante anche per l’aspetto geologico. Il territorio è collinare e supera di poco i 500 mslm,
ed è dominato da piccole alture di rocce ofioliti, le rocce verdi,
fra le quali la nota Serpentinite, ovvero l’antico
fondale dell’oceano ... evidentemente emerso (!) il fatto avvenne appena 180
milioni di anni fa! La nostra
escursione si svilupperà inizialmente su tutto lo spettacolare tracciato dell’antica ferrovia sul torrente Ritasso,
in funzione dal 1872 al 1928, fra le località di Casino di Terra e Villetta
di Monterufoli, al servizio di una grande miniera di lignite, qui presente.
PERCORSO – Arriveremo con il pullman, provenendo da Pontedera e Casino di Terra, nei pressi di Villetta di Monterufoli, dove inizia il percorso a piedi (160 mslm), inizialmente andremo verso est, seguendo per un breve tratto la strada bianca verso Villetta, poi in direzione nord e nord-ovest, seguendo il tracciato dell’antica ferrovia sul torrente Ritasso, che aggira da nord il monte Castiglione. L’ambiente è selvaggio e ben conservato. Il percorso attraversa tre volte il torrente e permette di vedere i ruderi degli spettacolari ponti. Ponti fantasma, perché appaiono all’improvviso nella fitta vegetazione. Impiegheremo circa due ore per arrivare dove il Ritasso confluisce nel torrente Sterza, affluente del Cecina. Qui inizia la seconda parte dell’escursione che si sviluppa sulla parte orografica sinistra della valle dello Sterza, fino al borgo di La Sassa. Attraversato il torrente Sterza (96 mslm) e la strada x Canneto, entreremo nella foresta, che percorreremo in direzione, complessivamente, sud-ovest verso il laghetto di Caselli (250 mslm). Attraverseremo una ricca macchia mediterranea, con abbondanza di arbusti di mirto, lentisco, viburno, cisto, fillirea, corbezzolo, erica scoparia e alberi principalmente di leccio, quercia e sughera. Nei pressi del laghetto seguiremo un tratto di un percorso didattico che ricorda anche la vita della fattoria quando i campi, ora riconquistati dalla macchia, erano ben coltivati. Erano i tempi del latifondo del conte Della Gherardesca, diventato poi Patrimonio Demaniale Toscano. Prima di continuare verso La Sassa faremo una deviazione di circa 500m. verso la fattoria Caselli (289 mslm), da poco restaurata, con destinazione turistica e didattica. Riprenderemo la strada bianca in direzione ovest, verso il passo Golazze Aperte, ma devieremo poco dopo, seguendo le indicazioni, verso nord, verso La Sassa, che raggiungeremo in circa un’ora e mezzo, attraversando anche il torrente “Botro del Confine” (280 mslm). Da qui saliremo, seguendo il sentiero nel bosco e poi una strada bianca, fino a La Sassa (366 mslm), nei cui pressi ritroveremo il pullman
QUI SOTTO IN GIALLO QUELLO CHE DOVEVAMO FARE E IN CELESTE IL TRATTO FATTO A/R.
IL TRACCIATO PERCORSO A/R IN 3D
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