Sutri

Sutri
Sutri affreschi chiesa rupestre
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domenica 3 agosto 2025

2025 CAI 734A Raccordo via 3F Castelpulci con Sevoli

 
                                                                              veduta su Castelpulci

29 luglio 2025
cai 734A collegamento 
Castelpulci [cai 746 3F] a Sevoli cai 734 

DESCRIZIONE
La partenza inizia dal percorso 746 dei 3 Fiumi al ponte sul torrente Vingone [km 0] in località Castelpulci. Seguendo i segni bianco rossi del C.A.I aggiriamo l'imponente struttura di Castelpulci e  all'incrocio con via di Motecacioli proseguiamo a sinistra sempre su via di Castelpulci. Arrivati a un Tabernacolo proseguiamo su via delle Fonti per circa 350 m e si gira a sinistra, dopo poco costeggiamo il fosso dell'Arrigo sulla nostra destra fino a trovare sulla sinistra dei grossi massi li passiamo e ci ritroviamo in una bella vigna che seguiremo per circa 980 m dove una evidente traccia, che costeggia la vigna, ci invita a salire a sinistra fino a un pollaio dove prenderemo a destra seguendo un sentiero inerbato per 600 m fino a trovare un rudere di una casa. Proseguiamo dritti per 450 m e arriviamo alle case di Coltinuova dove prenderemo a destra l'omonima strada via Coltinuova. Proseguiamo su questa larga strada bianca seguendo i segni bianco rossi del C.A.I, per circa 1300 m e giriamo a sinistra, dopo poco arriviamo a incrociare il sentiero 734 in località, Sevoli
Proseguendo dritto per circa 1000 m, arriviamo fino a Pian dei Cerrri.
Altra possibilità alle case di Coltinuova troverete il raccordo 734B che si innesta con il nuovo 735B Mosciano Ponte del Ristoro innesto 746 3F.

CARTA: COLLINE di SCANDICCI edizione speciale 2025 scala 1:15.000.
ORE CAMMINO:  2      KM: 5,8 fino a Sevoli - KM 6,8 fino a Pian dei Cerri
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m 250 fino a Sevoli    ALTIMET. MASSIMA: m 236    ALTIMET. MINIMA: m 42









martedì 29 aprile 2025

FRANCIGENA 2025 G2 Montefiascone Viterbo

 



MONTEFIASCONE VITERBO
26 aprile 2025

DESCRIZIONE:
Camminando anche su tratti di basolato romano passeremo dalle terme di Bagnaccio, luogo di sosta e ristoro per i pellegrini romei.  A  Viterbo da vedere il Palazzo Papale del 1266 e il quartiere medioevale, dove vicoli, torri e palazzi riportano alla Viterbo del duecento.


CARTA:
ORE CAMMINO: 5       KM:16,5
DIFFICOLTA: T
DISLIVELLO: m 157       ALTIMETRIA MASSIMA:  m 647      ALTIMETRIA MINIMA: m 310



PERCORSO IN 3D

FRANCIGENA 2025 G1 Bolsena Montefiascone.

 
                              Bolsena la Rocca
                       

Bolsena - Montefiascone
25 aprile 2025

DESCRIZIONE
Da Bolsena si arriva a Montefiascone tramite le alture dei monti Volsini che ci regalano una bella veduta sul lago di Bolsena, camminando tra pascoli e le ombrose foreste del parco di Turona, ricco di acque sorgive. A Montefiascone è obbligo vedere la bella chiesa di San Flaviano XXII sec. e la Rocca dei Papi.

CARTA:
ORE CAMMINO:  6      KM: 16
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m 450      ALTIMETRIA MASSIMA: m 582       ALTIMETRIA MINIMA: m 336



PERCORSO IN 3D

lunedì 24 febbraio 2025

2025 Riserva Naturale Monterufoli Caselli. Traversata

 

                                Cascata sul fiume Sterza

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Riserva Naturale Monterufoli Caselli.
Traversata
23 febbraio 2025

PERCORSO Cascata sullo torrente Sterza - Fattoria Caselli - Golazze Aperte - La Sassa

DESCRIZIONE di come si arriva al punto di partenza da Firenze
Si prende la FI PI LI e si esce a Pontedera. Si prosegue sulla SS439 toccando in sequenza Ponsacco Capannoli e La Sterza dove prendiamo a destra la SP14 che seguiamo fino a incrociare la SS68 che prendendo a sinistra arriva a Casino di Terra [bar sosta colazione]. Dopo poco alla rotonda giriamo a destra sulla SP dei quattro comuni che ci porta alla Gabella, passata la quale al km 12,300 c'é l'ingresso al Parco dove inizia la nostra traversata.

DESCRIZIONE presa dalla locandina CAI
Da Casino di Terra proseguiamo per circa 4 km fino a trovare, dopo La Gabella il punto di accesso alla Riserva. Si prende in direzione sud verso la Fattoria Caselli, ma seguiremo la strada bianca di sinistra e in circa un'ora arriveremo al sentiero, tagliato nella fitta vegetazione, che ci farà scendere alla bella cascata sul torrente Sterza. Ritorniamo indietro per circa 1 km e prenderemo sulla sinistra il sentiero che sale verso la Fattoria Caselli, recentemente restaurata per uso turistico, forse ancora incerto. Proseguiamo fino al vicino laghetto di Caselli, nato artificiale, ma ora integrato benissimo nell'ambiente. Nel suo canneto vive, ormai da qualche anno, una coppia di Folaghe che si lascia osservare e fotografare. Qui facciamo sosta pranzo nell'area attrezzata nei pressi del lago. Ripartiamo in direzione nord - ovest, verso le Golazze Aperte (m 477), bellissimo punto panoramico sulla costa, Baratti, Elba ecc. Torniamo indietro e proseguiamo per Poggio al Pruno (m 597) che raggiungiamo con un ripido sentiero fra la vegetazione. Questo è un altro punto panoramico sulla Valle del Cecina. Da qui in circa 30 minuti scenderemo fino alla Sassa m 390. Il borgo merita una visita.
NB: Nella zona è possibile fare degli anelli, di varie lunghezze.


CARTA:
ORE CAMMINO:       KM: 16,7
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m 704       ALTIMETRIA MASSIMA: m 607      ALTIMETRIA MINIMA: m 97


 
PERCORSO IN 3D

martedì 21 gennaio 2025

2025 Lucca Trekking Urbano "Curiosando oltre le mura"

il                                                   Il Volto Santo

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LUCCA CURIOSANDO OLTRE LE MURA
19 FEBBRAIO 2025 


DESCRIZIONE di come si arriva al punto di partenza da Firenze
Si prende la FI PI LI e si esce a Lucca.



CARTA: NO
ORE CAMMINO:  5,30          KM: 15 circa
DIFFICOLTA: T
DISLIVELLO:       ALTITUDINE MASSIMA:       ALTITUDINE MINIMA: 0

SCARICA TRACCIA GPS: NO


sabato 10 agosto 2024

SENTIERO ITALIA CAI TRE FAGGI RIF.FONTANELLE. RICOGNIZIONE

 

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SENTIERO ITALIA CAI 
VALICO TRE FAGGI RIF.FONTANELLE. RICOGNIZIONE 
8 agosto 2024

PERCORSO
Valico Tre Faggi - Poggio Usciaioli - Poggio Citerna - Poggio Piano - Poggio di Giogo Capanna di Citerna - Colla Giogo di Castagno - Rif. Fontanelle.

DESCRIZIONE di come arrivare al punto di partenza da Firenze.
Ci dirigiamo verso Pontassieve e prendiamo la SS67 verso Rufina Dicomano San Godenzo, da quest'ultimo si sale in direzione Muraglione e al bivio sulla destra per Predappio Premilcuore prendiamo per quest'ultime la SP9 ter. fino a raggiungere il Valico Tre Faggi, dove lasciamo l'auto.

DESCRIZIONE
Dal Valico seguiamo il segnavia 00 GEA su strada forestale, arriviamo a Poggio Usciaioli (panca e tavolo), continuiamo in discesa sempre su forestale e dopo aver percorso circa m 1000 troviamo una sbarra. Da qui lasciamo la forestale e seguiamo a destra il crinale, con affacci mozzafiato. Con continui sali scendi passiamo Poggio Citerna, Poggio Piano dove incontriamo di nuovo la forestale. La seguiamo fino a incontrare la Capanna di Citerna, bivacco ristrutturato dal Parco, e poco dopo Colla Giogo di Castagno, ampio slargo con panorama e tavolo con panche. Fino a qui abbiamo percorso m. 4200.  Seguiamo ora il tratto più duro in forte salita, come potete vedere dall'altimetria sotto, fino ad arrivare al Rifugio Fontanelle [fino a qui km.7,2] dove ci aspetta una bella polenta al ragù. Il ritorno è sulla solita traccia di andata fino Poggio Piano. Qui invece di riprendere il crinale, prendiamo la forestale sulla destra che seguiamo fino a ritrovare la sbarra, e da qui sulla solita traccia di andata fino al Valico Tre Faggi.

DA VISITARE
Abbazia di San Gaudenzio a San Godenzo.

CARTA: dei Sentieri della Provincia di Firenze n. 2 MUGELLO  1:25000 D.R.E.AM.
ORE CAMMINO: 6        KM: 13,6
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m. 666       ALTITUDINE MASSIMA: m.1396       ALTITUDINE MINIMA: m. 984



martedì 4 giugno 2024

Via degli Abati traversata sui colli Piacentini a cavallo fra Val Tidone e Val Trebbia





Via degli Abati traversata sui colli Piacentini a cavallo fra Val Tidone e Val Trebbia.
CAI sez. Scandicci
1 e 2 giugno 2024

descrizione presa dalla locandina del CAI Scandicci:

Il Trekking che proproiamo si svolge nella zona alta dei colli Piacentini, dove percorreremo tratti della terza e della quarta tappa della via degli Abati, che si sviluppa fra Pavia e Pontremoli. Pernotteremo a Bobbio nell'Ostello Comunale, nella Valle del fiume Trebbia " La valle più bella del mondo" (Ernest Hemingway). Bobbio è un borgo di grande fascino e nel 2020 è stato eletto "Borgo più bello d'Italia" ed è anche insignito della "Bandiera Arancione" del Touring Club Italiano. E un borgo molto particolare, sviluppatosi intorno all'Abbazia di San Colombano, uno dei più importanti monasteri Benedettini.
Rimane collegato al resto della Val Trebbia attraverso uno scenografico ponte, chiamato "Ponte Gobbo". Il sabato percorreremo il tratto da Caminata a Sassi Neri e la domenica il tratto da Bobbio a Sella dei Generali. Da Bobbio partiremo attraversando proprio il Ponte Gobbo.
La via degli Abati di cui esiste una bella guida scritta, fra gli altri, da Guido Mori che ci accompagnerà, è tradizionalmente legata alla figura di San Colombano, monaco Irlandese che nel 614 si fermò in Italia e fondò nella sperduta Ebovium, oggi Bobbio, un centro monastico destinato di li a poco a diventare uno dei più famosi d'Europa. Tra il VII e il IX secolo questa via fu utilizzata dai monaci di Bobbio per recarsi a Roma presso il Papato. La via rappresento non solo un cammino di pellegrinaggio, ma funzionò come arteria di comunicazione tra Lombardia e Toscana.

PERCORSO

Sabato: arriveremo con il pullman a Camminata (327 m) e inizieremo a camminare scendendo fino al ponte sul Torrente

Tidone. Lo attraverseremo e inizieremo a salire fino alle località Ronchi, Trebecco (523 m) e Case Giorgi (654 m). Proseguiremo, sempre in salita, fino a un valico con una Cappellina, e continermo fino ad arrivare sulla Costa Lazzerello (792m), spartiacque fra la Val Tidone e la Val Tidoncello. Ancora salita e arriveremo al Giardino Alpino di Pietra Corva. Continueremo per bosco e arriveremo a scollinare, dove ci concederemo una deviazione salendo in cima al Pian Perduto (1036 m) dove il panorama va fino alle Alpi. Riscenderemo e proseguiremo in discesa, fra i faggi, fino alla strada, in località Sassi Neri, dove troveremo il pullman per Bobbio. Cena e pernottamento.

Domenica: Colazione nel centro storico di Bobbio (250 m) e poi partiremo attraversando il suo bellissimo Ponte Gobbo (o del Diavolo) e inizieremo a salire toccando le località di Santa Cecilia (685 m) e Fontana e poi, con leggera discesa, arriveremo al paese di Coli (632 m). Da qui continueremo fino ad attraversare il ponte sul Torrente Curiasca e poi fino ai ruderi del Castello di Faraneto (846 m). Proseguiremo verso il paese di Cornaro (964 m), menzionata per una cruenta battaglia fra partigiani e tedeschi. Continueremo in falso piano fino a Pescina (1026 m) per poi, con uno strappo significativo, arrivare alla Sella dei Generali (1217 m), la cima più alta di tutta la Via degli Abati e punto panoramico sulla Val Trebbia. Qui ci attenderà il pullman per il rientro a casa.



ALTIMETRIA G1



ALTIMETRIA G2



SABATO:   Difficoltà: E km 17,3   Dislivello tot.  850 m disc. 200 m ore 6.00  Pranzo a Sacco

DOMENICA:   Difficoltà: E km 15,5  Dislivello tot. 1200 m disc. 250 m ore5.30 Pranzo a Sacco


Abbigliamento e attrezzatura: per escursione in montagna - Scarpe alte con suola in VIBRAM o equivalente. Consigliati i bastoncini.

Organizzazione e accompagnamento: AE Paolo Brandani (347 5171985)  Guido Mori (339 7388593) 

Gli accompagnatori si riservano di modificare, o annullare l’escursione, nel caso si presentassero situazioni di rischio per la sicurezza dei partecipanti.




 

 PERCORSO IN 3D GIORNO 1 e 2

domenica 12 maggio 2024

2024 Malmantile anello verso la val di Pesa CAI 744


MALMANTILE anello verso la val di Pesa CAI 744
11 maggio 2024
Questo percorso è stato fatto nel 2023  APRI LE FOTO 

PERCORSO
Malmantile piazza Piave  - via delle Macine - via di Gello - Guadi - via Gavignano - via Piandaccoli  tabernacolo - via Vecchia Pisana. 

DESCRIZIONE di come arrivare al punto di partenza da Firenze
Si prende la SGC FI PI LI si esce a Lasta a Signa si prosegue fino all'incrocio con il bivio a destra per la Stazione FS e arrivati alle Quattro Strade si gira a destra in direzione di Malmantile dove è possibile parcheggiare l'auto in Piazza Piave.

DESCRIZIONE presa dal sito ufficiale del CAI di Firenze
Il piccolo borgo di Malmantile possiede uno degli esempi meglio conservati di cinta urbana medievale in Toscana.

Fu essenzialmente un centro militare posto lungo la Via “Vecchia Pisana”, l’antica e importante strada che congiungeva Firenze a Pisa. Successivamente diventò centro abitato. Una leggenda racconta l’episodio da cui prende il nome il paese. Nel IV° secolo, il vescovo di Milano Sant’Ambrogio, in viaggio verso il centro Italia, incontrò il vescovo di Firenze San Zanobi, presso una villa della zona.  I due vi restarono alcuni giorni, ma alla partenza Sant’Ambrogio non  soddisfatto dell’accoglienza ricevuta, inveì contro il proprietario della villa con le parole “Mala mantilia!”, cioè ‘cattiva tovaglia’ , per estensione luogo dove manca una buona accoglienza. La cerchia muraria, che pare sia stata supervisionata da Filippo Brunelleschi, risale al 1400 ed è uno dei primi esempi di cinta munita di apparato difensivo sporgente. In seguito fu la tipologia più usata in Toscana. Le mura hanno la lunghezza di 125 per 70 metri e formano un rettangolo orientato con i lati più lunghi a nord-ovest e sud-est, al centro dei lati corti si aprono le due porte unite dall’unico asse viario, da nord-est a sud-ovest. Le due caratteristiche porte, ancora visibili, sono entrambe con arco a tutto sesto, tipiche del periodo.

Il percorso inizia dalla piazza Piave, nel centro di Malmantile (175 m) con fermata mezzi pubblici. Entrati sulla via vecchia Pisana voltando a destra in discesa, si attraversa il centro abitato  e si prosegue tra le abitazioni fino a via delle Macine, dove si volta a sinistra. Si continua fino a trovare a sinistra, una strada con un evidente torretta telefonica con il supporto rosso. Voltiamo a sinistra costeggiando un impianto industriale sulla destra. La strada diventa bianca e in discesa si raggiunge il fondo della piccola vallata che si attraversa risalendola dalla parte opposta fino a immettersi su un’altra strada bianca, via di Gello. Voltiamo a destra. La strada percorre un ampio crinale, dove si aprono grandi panorami. Si segue la strada bianca fino a raggiungere un gruppo di abitazioni. dove troviamo un bivio ma noi restiamo sulla sinistra rimanendo sul crinale. La strada bianca termina nei pressi di un parcheggio nei pressi di alcune abitazioni. Il percorso continua diventando strada poderale e poi sentiero vero e proprio. Si lasciano le coltivazioni con le olivete e i campi seminativi ed entriamo nel bosco a macchia mediterranea con querce, ginestre e lecci. Il fondo del sentiero è a ciottoli, testimoni di un lontano periodo geologico quando questa zona era il letto di un antico fiume, l’attuale Pesa. Si segue il sentiero che compie una svolta a sinistra e poi a destra. Attenzione a evitare le diverse tracce presenti seguendo con attenzione la segnaletica bianco rossa.  Il sentiero arriva finalmente in fondo alla piccola valle e, dove il sentiero volta a sinistra sulla destra fra la vegetazione incolta, si può ancora intravedere i resti di un vecchio mulino per la macinazione dei cereali. Un segno inoltre della presenza significativa di acqua.  Nei pressi si trova il Borro di Gello che confluisce nel Borro del Lago. Il fondovalle è particolarmente ombroso e fresco d’estate, immerso com’è tra i lecci e la vegetazione spontanea. Si segue sempre il sentiero nel fondovalle lasciando alcune tracce sulla sinistra. Attraversiamo alcuni piccoli guadi e continuiamo immersi nel bosco. Il sentiero si trasforma in strada bianca poiché serve un’abitazione che lasciamo in alto a destra. Lungo la strada troviamo i paletti gialli del metanodotto. Dopo circa 300 metri dal bivio per l’abitazione, c’è una traccia con segnavia che sale a destra. Continuando si raggiungerebbe la Strada SP 12 che collega Montelupo a Ginestra. Prendiamo il sentiero che sale per poco restando a mezza costa sopra la valle della Pesa. I rumori della strada sottostante e della non lontana Superstrada FiPiLi, lentamente si attenuano. Sopra di noi le linee dell’alta tensione. Seguiamo ancora il sentiero e in corrispondenza di un impluvio, troviamo sulla destra un sentiero dove voltiamo.  Con una moderata salita si attraversa un’oliveta e si raggiunge poi una zona di macchia bassa. Passando nuovamente sotto la linea elettrica dell’alta tensione, seguiamo il sentiero con i segnavia bianco rossi, fino a raggiungere la sommità della collina dove termina la vegetazione bassa. Teniamo la sinistra e per traccia che costeggia sulla destra una vigna in coltivata, si raggiunge un piccolo gruppo di case con un agriturismo. Passiamo intorno seguendo la strada bianca, via Gavignano, che si innesta su via di Piandaccoli in corrispondenza di un piccolo tabernacolo. Seguiamo la strada che dopo qualche centinaio di metri termina sulla via Vecchia Pisana. Un caratteristico tabernacolo azzurro segna il bivio. Voltiamo a destra e facendo attenzione al traffico veicolare, percorriamo la strada per circa un chilometro e mezzo raggiungendo la piazza Piave da dove siamo partiti.


CARTA:
ORE CAMMINO: 3       KM: 8,9
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m.142        ALTITUDINE MASSIMA:  m.176      ALTITUDINE MINIMA: m.44

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lunedì 18 marzo 2024

2024 Traversata Montepiano Boccadirio Roncobilaccio

 

                
                        Lago Tavianella

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17 MARZO 2024 CON IL CAI DI SCANDICCI
TRAVERSATA MONTEPIANO BOCCADIRIO RONCOBILACCIO

DESCRIZIONE del percorso presa dalla locandina CAI 

Montepiano è una frazione del comune italiano sparso di Vernio in provincia di Prato. Si trova su un valico appenninico a 700 m sul livello del mare, uno dei più bassi del tratto tosco-emiliano, prende il nome dalla valle pianeggiante formata dal torrente Setta, ed ebbe il suo primo sviluppo con la nascita, attorno all'XI secolo dell'Abbazia di Santa Maria, un po' appartata rispetto alla moderna strada statale, lungo la quale si sviluppò il borgo settecentesco. La località ebbe poi uno sviluppo turistico come località climatica dal tardo Ottocento, come attestano ancora ville e alcuni alberghi d'epoca, seppur la maggior parte oggi siano chiusi. 
Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio o semplicemente santuario di Boccadirio - è un santuario mariano dell'Emilia-Romagna. È situato in frazione Baragazza, nel comune di Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna. Sede di pellegrinaggi è per importanza il secondo santuario della diocesi bolognese, dopo il santuario della Madonna di San Luca, a Bologna. 
Roncobilaccio è una frazione del comune di Castiglione dei Pepoli (da cui dista circa otto chilometri), sull'Appennino tosco-emiliano, in provincia di Bologna. Sede di un casello dell'Autostrada del Sole, è posta in prossimità del confine con la Toscana (passo della Futa) ed è equidistante dai Comuni di Prato e Bologna. Le origini di Roncobilaccio sono racchiuse nel suo stesso nome. La prima parte, ronco, deriva dal verbo latino runcare, divenuto poi roncare, comune in molti dialetti e nei nomi di luogo dell'Italia settentrionale e centrale, con riferimento a "luogo disboscato", e quindi terreno coltivato, o anche pascolo. La seconda parte, bilaccio, deriva con ogni probabilità dal termine villaggio, piccolo agglomerato di case. In altre parole, Roncobilaccio nascerebbe quale avamposto di agricoltori o boscaioli che strapparono alcune terre al bosco per il sostentamento proprio e delle famiglie.

PERCORSO Partiremo dall’abitato di Montepiano (700 m) dove, imboccheremo il sentiero 431, che fa parte della Via della Lana e della Seta. Utilizzando una comoda strada forestale, dopo una piccola deviazione per osservare una vecchia burraia abbandonata, arriveremo a Casa Tronale, da qui dopo una serie di ripide salite arriveremo sulla vetta del Monte Tronale (1134 m). Da qui, seguendo prima il sentiero 429 e poi il sentiero 427 raggiungeremo il Lago di Tavianella, piccolo invaso artificiale che ha come unico immissario ed emissario il rio delle Mesole. Dopo aver ammirato questo piccolo laghetto ripartiremo alla volta dell’abitato di Case Monte Tavianella, dove prenderemo il sentiero 017 che ci porterà fino al Santuario Beata Vergine delle Grazie Madonna di Boccadirio (719 m). Dopo una visita al Santuario, seguendo un tratto di strada in discesa arriveremo al paese di Roncobilaccio (560 m) dove riprenderemo il pullman verso casa.

CARTA:
ORE CAMMINO: 5        KM: 15,6
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m 574       ALTITUDINE MASSIMA: m 1126       ALTITUDINE MINIMA: m 542




PERCORSO IN 3D

domenica 10 marzo 2024

2024 L'antica ferrovia sul torrente Ritasso e le Foreste nella valle dello Sterza

 

                        Il vecchio ponte ferroviario

9 MARZO 2024 CON IL CAI DI SCANDICCI

COLLINE METALLIFERE L'ANTICA FERROVIA SUL TORRENTE RITASSO E LE FORESTE NELLA VALLE DELLO STERZA

DESCRIZIONE del percorso che si doveva fare, presa dalla locandina CAI, e che non è stato possibile completare per guadi improponibili per torrenti in piena.

L’escursione che proponiamo si svolge nella "Riserva Naturale Monterufoli Casella" fra la fattoria Villetta di Monterufoli e La Sassa (di nome e di fatto), un piccolo borgo arrampicato su uno sperone di roccia. Siamo nelle Colline Metallifere, nei comuni di Montecatini Val di Cecina e di Monteverdi Marittimo, nella provincia di Pisa. La Riserva Naturale “Foresta Monterufoli-Caselli” fu istituita nel 1997, è la più grande Riserva Naturale della Toscana: un territorio interessante da visitare per le molte emergenze naturalistiche, i panorami, il paesaggio e le testimonianze della storia secolare. La fitta macchia che caratterizza molte parti della Riserva favorisce la presenza di una ricca fauna: molti ungulati e carnivori come il lupo e probabilmente il gatto selvatico. Il territorio è attraversato da torrenti di alto valore ambientale, con acque limpide, che hanno favorito la presenza di anfibi e rettili (anche la testuggine comune e il granchio di fiume) e di un’abbondante flora, Tutta la zona si presenta particolarmente interessante anche per l’aspetto geologico. Il territorio è collinare e supera di poco i 500 mslm, ed è dominato da piccole alture di rocce ofioliti, le rocce verdi, fra le quali la nota Serpentinite, ovvero l’antico fondale dell’oceano ... evidentemente emerso (!) il fatto avvenne appena 180 milioni di anni fa! La nostra escursione si svilupperà inizialmente su tutto lo spettacolare tracciato dell’antica ferrovia sul torrente Ritasso, in funzione dal 1872 al 1928, fra le località di Casino di Terra e Villetta di Monterufoli, al servizio di una grande miniera di lignite, qui presente.

PERCORSO – Arriveremo con il pullman, provenendo da Pontedera e Casino di Terra, nei pressi di Villetta di Monterufoli, dove inizia il percorso a piedi (160 mslm), inizialmente andremo verso est, seguendo per un breve tratto la strada bianca verso Villetta, poi in direzione nord e nord-ovest, seguendo il tracciato dell’antica ferrovia sul torrente Ritasso, che aggira da nord il monte Castiglione. L’ambiente è selvaggio e ben conservato. Il percorso attraversa tre volte il torrente e permette di vedere i ruderi degli spettacolari ponti. Ponti fantasma, perché appaiono all’improvviso nella fitta vegetazione. Impiegheremo circa due ore per arrivare dove il Ritasso confluisce nel torrente Sterza, affluente del Cecina. Qui inizia la seconda parte dell’escursione che si sviluppa sulla parte orografica sinistra della valle dello Sterza, fino al borgo di La Sassa. Attraversato il torrente Sterza (96 mslm) e la strada x Canneto, entreremo nella foresta, che percorreremo in direzione, complessivamente, sud-ovest verso il laghetto di Caselli (250 mslm). Attraverseremo una ricca macchia mediterranea, con abbondanza di arbusti di mirto, lentisco, viburno, cisto, fillirea, corbezzolo, erica scoparia e alberi principalmente di leccio, quercia e sughera. Nei pressi del laghetto seguiremo un tratto di un percorso didattico che ricorda anche la vita della fattoria quando i campi, ora riconquistati dalla macchia, erano ben coltivati. Erano i tempi del latifondo del conte Della Gherardesca, diventato poi Patrimonio Demaniale Toscano. Prima di continuare verso La Sassa faremo una deviazione di circa 500m. verso la fattoria Caselli (289 mslm), da poco restaurata, con destinazione turistica e didattica. Riprenderemo la strada bianca in direzione ovest, verso il passo Golazze Aperte, ma devieremo poco dopo, seguendo le indicazioni, verso nord, verso La Sassa, che raggiungeremo in circa un’ora e mezzo, attraversando anche il torrente “Botro del Confine” (280 mslm). Da qui saliremo, seguendo il sentiero nel bosco e poi una strada bianca, fino a La Sassa (366 mslm), nei cui pressi ritroveremo il pullman

QUI SOTTO IN GIALLO QUELLO CHE DOVEVAMO FARE E IN CELESTE IL TRATTO FATTO A/R.



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IL TRACCIATO PERCORSO A/R IN 3D