Sutri

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Sutri affreschi chiesa rupestre

venerdì 24 ottobre 2014

Via degli DEI: dalla Futa ai prati del M. Luario


  
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VIA DEGLI DEI TRATTO LA FUTA PRATI DI M.LUARIO
24 ottobre 2014

Quanti ricordi su questa via quando da Bologna arrivammo a Fiesole, era il 2011 insieme a Giovanna e tre amici: uno dei tre era la mitica Vera. Sensazioni bellissime nel calpestare il selciato romano ancora ben evidente in più punti della via.
Mercoledì abbiamo rifatto un bel tratto della terza tappa, che nel verso giusto parte da Madonna dei Fornelli per arrivare al posto tappa del Monte di Fò. Questa volta ci siamo limitati a partire dal passo della Futa per arrivare ai magici prati che sovrastano il M. Luario e ritornare a ritroso alla Futa.
Il percorso è ben segnalato, unico neo di oggi: il fango che è presente in molti tratti del percorso. 

CARTA NUOVA: DreAM 01 - APPENNINO FIORENTINO 1:25000
ORE CAMMINO: 6,30       KM:14,9
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m  576      ALTITUDINE MASSIMA: m  1026      ALTITUDINE MINIMA: m 921






Per i possessori di Apple e Android possono scaricare gratuitamente l'App "Via degli Dei" 
in lingua italiana e inglese.


PERCORSO IN 3D

lunedì 20 ottobre 2014

Le antiche navi di Pisa



Cassetta del marinaio (conteneva monete e attrezzi per medicazione, acciarino.


LE ANTICHE NAVI DI PISA
19 ottobre 2014

Nel 1998, poco fuori l'antica cerchia delle mura di Pisa, verso il mare, le Ferrovie iniziarono lavori di scavo a fianco della stazione di Pisa San Rossore. Immediatamente emersero oggetti di legno di cui gli archeologi compresero l'eccezionale importanza. Il MIBAC, in accordo con la Rete Ferroviaria Italiana, iniziò subito una indagine archeologica nell'area. A circa tre metri di profondità emerse una impressionante serie di relitti di navi; in pochissimi mesi ne furono individuate 16. Ad oggi fra integre e frammentarie sono almeno una trentina.
Si aprì quindi un grande cantiere di scavo ancora in corso che, dopo le prime iniziali necessità di tutela dei relitti, lavora ora sul recupero, consolidamento e restauro di questi preziosi ritrovamenti e del loro carico.
Ieri, domenica 19 ottobre, siamo stati a visitare il cantiere archeologico e il piccolo museo dove si possono ammirare, purtroppo, soltanto alcuni reperti più significativi, perché gli straordinari relitti e l'imponente mole di reperti ammassati nei magazzini sono da tempo in attesa di essere trasferiti negli Arsenali Medicei di Pisa per diventare il museo dell' archeologia marina  più importante del mondo.






giovedì 16 ottobre 2014

Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi




CENACOLO DI ANDREA DEL SARTO
settembre 2014

"Camminare" è anche riscoprire tesori nascosti della tua città.
Da molto tempo desideravo visitare il Museo del Cenacolo in via San Salvi vicino alla chiesa.
Come ogni cosa il giorno è arrivato ed essere di fronte  all'affresco di Andrea del Sarto mi ha lasciato senza fiato.
Firenze ha molti tesori sconosciuti anche ai residenti e riscoprirli è sempre piacevole....ti fa sentire più vicina la tua città.



Lavabo di Benedetto da Rovezzano

lunedì 13 ottobre 2014

Anello Gaiole Badia di Coltibuono





Domenica 12 agosto 2014 abbiamo percorso un anello con gli amici di Rignano sull'Arno in Compagnia dei Pellegrini Erranti.
L'anello nella prima parte l'avevamo già percorso, nel particolare: Gaiole, Vertine, San Donato in Perano fino alla provinciale asfaltata che prendendo a destra ci porta alla Badia di Coltibuono.

GAIOLE BADIA COLTIBUONO PER M. QUERCIOLA
12 agosto 2014

DESCRIZIONE di come si arriva al punto di partenza da Firenze
Si prende la Firenze Siena e si esce a San Donato, si passa il paese e a Pietra Cupa si gira a sinistra per Sicelle,  da qui si scende e si prosegue per Lucarelli, continuando  si arriva Gaiole.

DESCRIZIONE
Lasciamo l'auto al parcheggio di Gaiole in Chianti e in prossimità della chiesa prendiamo il sentiero n.50 su asfalto, raggiungendo poco dopo il borgo di Vertine. Il borgo è ben ristrutturato compreso il suo castello. In passato doveva essere fortificato: a testimonianza  un porta d'ingresso al borgo.
Il paesaggio inizia ad aprirsi sulla campagna e sul paese di Radda, che si vede in lontananza.
Continuando con strada bianca, arriviamo al borgo di S. Donato in Perano e alla Cappellina delle Fonti, poco dopo raggiungiamo la strada regionale asfaltata, che prendiamo a sinistra
e subito dopo a destra per carrareccia in discesa sentiero C.A.I. n.50 ma di segnalazioni neanche l'ombra.
La carrareccia ci fa scendere diversi metri di dislivello, considerando che il percorso non è panoramico e sapendo che dovevamo risalire fino a quota m.816 del M. Querciola sullo 00, la cosa non ci ha fatto molto piacere. Il caldo afoso della giornata ci ha messo a dura prova. A parte questo piccolo problema, la giornata è stata piacevolissima e i partecipanti hanno reagito molto bene: è un gruppo "godereccio" dove l'allegria non manca.  
Ritorniamo al percorso, scendiamo col sentiero n.50 fino a trovare il torrente con il Molino di Selvole [ruderi], saliamo fino al borgo di Selvole e seguendo sempre il n.50 continuiamo in falso piano fino a trovare a destra [località. Canna] il sentiero n.52...anche qui niente segnalazione. Lo seguiamo in salita fino a case Pescinale dove giriamo a destra sempre in salita. Siamo immersi in un bosco di Castagni ormai inselvatichiti, arrivati al Pian del Ciliegio [quota m.710] prendiamo a destra il segnavia n.00 che sempre in salita ci porta in sequenza al M. Querciola m.816, al M. Maione m.812, per poi iniziare a scendere, fino a trovare sulla sinistra [fare ATTENZIONE] il sentiero sempre n.00 che seguiamo fino alla Badia di Coltibuono. Dopo una interessante ed esaustiva spiegazione sulla Badia ripartiamo e, arrivati alla strada provinciale, giriamo a destra e poco dopo a sinistra per larga carrareccia, indicazioni per Riecine che seguiamo fino a Gaiole.

CARTA: Multigraphic CHIANTI CLASSICO 1:25000
ORE CAMMINO: 7       KM: 19,4
DIFFICOLTA: E
DISLIVELLO: m  709      ALTIMETRIA MASSIMA: m  802      ALTIMETRIA MINIMA: m 355

TRACCIA GPS






giovedì 2 ottobre 2014

Santuario Madonna delle Grazie al Sasso


MADONNA DEL SASSO
28 settembre 2014
 Acqua a catinelle, ma i soliti intrepidi del mercoledì  sono usciti ugualmente per una visita   particolare.
 DESCRIZIONE
La Madonna delle Grazie era un ex-voto [lo dimostrerebbero le piccole dimensioni: 60x35] dipinto intorno al 1490. Essa è attribuita alla scuola o tecnica detta "del Ceraiolo", e più precisamente a Giovanni Bonintendi. I due santi raffigurati sarebbero S. Giovanni Battista e S. Leonardo Diacono. La cornice è di G. Gherardi (1846). Questo dipinto, stando ad un’ipotesi desumibile dall’inventario del 1515, fu forse donato dai Servi di Maria della SS. Annunziata all’Opera del Sasso in occasione della festa di inaugurazione del 1504. Dalla sala del consiglio, la tavola fu trasferita sull’altar maggiore, al posto della "Madonna con quattro santi" che fu collocata al suo posto nella suddetta sala.

L'area detta del Sasso fu probabilmente sede di riti agrari fin dall'età romana. Nell'Alto Medioevo vi si rifugiarono degli eremiti che, intorno al Mille, vi costruirono un piccolo oratorio.
Una tradizione, purtroppo non documentabile, vuole che, in precedenza, nell'anno 800 circa, alcuni monaci benedettini irlandesi, di ritorno dal pellegrinaggio a Roma, stabilendosi nella zona, ereggessero un tabernacolo in onore della Beata Vergine Maria. Secondo la tradizione il monaco che con le sue stesse mani costruì, a fianco della propria cella, il tabernacolo, detto poi dell'Eremita, sarebbe stato S. Andrea di Scozia, fratello di S. Brigida, la santa alla quale è legata l'origine dell'omonimo paese situato non lontano dal Sasso.
Fu proprio nei pressi di questo tabernacolo, accanto al piccolo oratorio, in questo luogo sacro da millenni, che la Vergine Maria volle apparire, il 2 luglio 1484, alle sorelline Ricovera, umili pastorelle che, per ottenere la guarigione del babbo moribondo, erano salite per pregare la Vergine davanti alla Sua Immagine custodita nell'antico tabernacolo. La Madonna, apparendo, restituì la salute al padre morente e, contemporaneamente, chiese alle pastorelle "di far sapere a Firenze al Clero e  al Popolo che la loro Madre celeste invitava tutti a ritornare a leggere e meditare il Vangelo”. La Madonna inoltre, rivolgendosi alle giovinette e anche al miracolato babbo Giovanni Ricovera, invitò a costruire sul Sasso una chiesa più ampia dell'Oratorio esistente "perché - avrebbe promesso la Vergine santissima - qui mi piace essere venerata e da qui effondere grazie su quanti me le chiederanno".
 Vi furono altre apparizioni della Madonna: in particolare, va ricordata quella del 22 agosto 1485, detta Grande Apparizione, in cui la Vergine volle mostrarsi a tutto il popolo, radunato in preghiera con le sorelline Ricovera davanti al tabernacolo, per confermare i messaggi trasmessi dai Ricovera. La Grande Apparizione permise di superare tutti gli ostacoli e le opposizioni di ogni specie che rallentavano la realizzazione del tempio, cosicché, dopo aver organizzato la raccolta di offerte e il trasporto del materiale, il 2 luglio 1490, sesto anniversario della prima apparizione, poterono iniziare i lavori con la posa della prima pietra. Furono ultimati in pochissimo tempo, agli inizi del sec. XVI, con la collocazione, sotto la mensa dell'Altare Maggiore, di una porzione della roccia sulla quale era stata vista apparire la Madonna.
L’occhio di chi arriva al santuario è subito attratto dall’elegante loggiato secentesco che si snoda, formando un angolo retto e posa i suoi archi ribassati su dieci colonne di pietra arenaria. Soltanto un’arcata è a tutto sesto: quella di fronte alla chiesa, che ne lascia intuire la struttura originaria che si affacciava sobria, con il suo atrio “toscano” ad una sola arcata, sul verde e arioso prato, affiancata, alla distanza di tre metri, dall’agile campanile che allora sembrava sbucasse dalla cruda roccia del Sasso.La zona di rispetto, il prato antistante la chiesa cinto dal lato di accesso da un muro, fu istituita alla fine del ‘500 per opera del ven. Bernardino da Firenze. Nei secoli, sopra il loggiato, furono costruite alcune stanze destinate a l'accoglienza dei pellegrini. I locali si ampliarono fino ad assumere l’aspetto odierno con gli ultimi lavori compiuti nel 1838.
L’impianto della chiesa risale alla fine del ‘400. Entrando, sul fondo si staglia il grande altare maggiore (1504 ca.), in pietra serena, che ha al centro una nicchia ospitante una statua lignea, di recente fattura, raffigurante la Vergine del Vangelo. Alla base dell’altare, entro un sarcofago di marmo intarsiato, il Sasso sul quale le pastorelle videro la Madonna.L’altare subì delle modifiche nel 1702, con l’aggiunta delle colonne laterali e l’innalzamento allo stato attuale.A sinistra, prima del presbiterio, si apre la cappella dell’Eucarestia dove è collocata, sopra il tabernacolo, l’immagine quattrocentesca raffigurante la Madonna col Bambino e Santi che si trovava nel primitivo oratorio. Sulle pareti laterali della chiesa si trovano alcune tele: a sinistra Madonna con santi del Vignali (1621) e il Transito di S. Giuseppe di autore ignoto (sec. XVII), mentre a destra abbiamo S. Isidoro d’ignota mano secentesca, e una Crocifissione del Velio (1600).
Sulla volta della chiesa campeggia un grande dipinto del pittore fiorentino Paolo Sarti raffigurante un’apparizione della Madonna. Attraverso gli archetti sulla destra prima del presbiterio, o dal corridoio museale che parte dal loggiato esterno, si accede alle scalette che conducono alla cappella inferiore, luogo delle apparizioni della madonna alle pastorelle. Questa cappellina comprende il primitivo tabernacolo e l’altare con la venerata immagine della Madonna delle Grazie.