Sutri

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Sutri affreschi chiesa rupestre

domenica 31 agosto 2014

Amiata e dintorni da Paola e Romolo

Ospiti di Paola e Romolo nella casa dell'Amiata, abbiamo passato alcuni giorni Full Immersion nella storia e nella cultura maremmana. Ogni giorno è stata una gradita sorpresa.
Oltre alle foto, qualche nota....le più significative per cercare di coinvolgervi.


Sovana Parco Archeologico "tomba dei demoni alati"


AMIATA E DINTORNI da PAOLA E ROMOLO
AGOSTO 2014

LUOGHI VISITATI
01 Arcidosso, posta sul versante occidentale del monte Amiata,  è un centro di villeggiatura (m 679). Ottimo per eventuali escursioni sul monte Amiata. A circa tre chilometri, da visitare con calma, la bella Pieve di Lamula**. Si ricorda fin dalla metà del IX secolo, un importante centro religioso e amministrativo, Nel 996 ricevette il previlegio del Fonte Battesimale.
Il tempio è a tre navate concluse da absidi e spartite da colonne di varia sezione che sorreggono direttamente la struttura in legno del tetto. Si nota una notevole diversità tra la parte presbiterale relativa all'ultima campata scandita da pilastri cruciformi, tipici dell'ultimo romanico della metà del XII secolo e il resto dell'edificio, che ha subito una ristrutturazione nella seconda metà del Duecento a seguito di un incendio (a 1265).
L'edificio fu ristrutturato nel periodo barocco, restauro del quale non c'è più traccia, dopo gli interventi del 1935 - 1943.
Straordinari capitelli di uomini in lotta con alcune belve.  Nel primo pilastro a destra si trova una iscrizione in latino che dice: "Nell'anno del signore 1268,mese di giugno, al tempo del Re Carlo I, Paganuccio restaurò questo tempio.

02  Santa Fiora** ....sulla facciata della chiesina di San Giuseppe una lapide recita un verso dantesco: e vedrai Santafior com'è sicura. (in realtà il verso dovrebbe suonare così : e vedrai Santafior com'è oscura. (Purgatorio C VI-V. 111). Delizioso borgo pieno di storia. Via del fondaccio impreziosita da due portali con bassorilievi medioevali raffiguranti scene di caccia al cinghiale con lance (sec. XIII).
Casa natale di Ernesto Balducci padre scolopio operante a Badia Fiesolana, simbolo della cultura della pace in Italia, fu un intellettuale, scrittore e editore (1922 - 1992)
Pieve delle SS. Flora e Lucilla (sec. XIV) carattere architettonico romanico gotico, facciata a capanna ed elegante rosone in travertino. L'interno conserva una pregevole collezione di ceramiche robbiane uno dei rari esempi di arte fiorentina nell'aria amiatina, artisticamente e culturalmente terra senese. La Peschiera possibile vivaio di trote degli Aldobrandeschi, formato dalle sorgenti chiare ,gelate che scaturiscano tra il verde dei castagni. In seguito divenne parco giardino degli Sforza. 
Selva percorsi a piedi delle Fonti di Selva. Da scoprire con calma la leggenda del Drago.
detto popolare legato alla leggenda: 
Nell'acqua corrente
ci beve il serpente
ci beve il buon Dio
ci posso bere anch'io.

03 Sovana** Parco Archeologico sito di grande rilevanza archeologica. La parte più importante della necropoli etrusca si trova a nord di Sovana città sulla collina del torrente Calesine dove possiamo raggiungere con percorsi immersi nella fitta vegetazione, le tombe monumentali a fronte colonnata come la tomba Pola, la tomba Ildebranda, la tomba a edicola del Tifone e ultima in ordine di scoperta la tomba dei Demoni Alati.
A poca distanza nel settore detto Sopraripa, si trovano le tombe a dado, semidado, falsodado, e la tomba a edicola della Sirena. Oltre ai monumenti sepolcrali la necropoli è caratterizzata da numerose vie cave tra le più grandiose e suggestive della zona: il  Cavone,  San Sebastiano (attualmente non percorribile) ,e Poggio Prisca. Interessante la visita a Sovana città.

04  Sorano**. S. Rocco così chiamata per la presenza di una piccola cappella posta all'ingresso dell'insediamento e dedicata al Santo. San Rocco si presenta come un enorme terrazza panoramica immersa nel verde dalla quale è possibile ammirare il borgo medioevale di Sorano cinto da profondi burroni. Dopo due chilometri la Città di Sorano si presenta dominata dalla poderosa Fortezza realizzata dagli Aldobrandeschi ed ampliata successivamente dai Conti Orsini. Il complesso consta di un mastio centrale e due bastioni angolari (S. Pietro e S. Marco) collegati tra loro da camminamenti sotterranei oggi visitabili. Nel nucleo più antico della Rocca ha sede il Museo del Medioevo e del Rinascimento punto di partenza per le visite guidate alla parte bastionata della Fortezza. Il Masso Leopoldino si raggiunge con una discreta salita fra i vicoli del borgo ma la fatica vale il bel panorama che si può vedere dalla terrazza sommitale. 

05  Pitigliano* sede Vescovile cittadina pittoresca sopra uno sperone tufaceo fra profondi burroni Fu per secoli capitale di una contea degli Orsini. Da vedere: Acquedotto cinquecentesco e il grandioso Palazzo Orsini e il borgo medioevale con il caratteristico "Ghetto Ebraico"  oggi visitabile.

06  Acquapendente** sede Vescovile, cittadina agricola del Lazio settentrionale, situata sul margine d'un ripiano alla destra della valle del Paglia, lungo la via Cassia. Ci passa la via Francigena. Da non perdere la visita al Duomo fondazione romanica (sec.XII) con la magnifica cripta (sec. IX) con volte a crociera su colonne dai ricchi capitelli e affreschi duecenteschi, da essa si scende a un sacello detto appunto Santo Sepolcro**.

07  Bolsena** cittadina  sul bellissimo lago omonimo, passaggio della via Francigena.
Da non perdere il bellissimo borgo vecchio che sale fino al Castello e la chiesa di Santa Cristina, costruzione romanica del (sec. XI), portali con lunette robbiane, all'interno si accede alla cappella del miracolo eucaristico. Attigua è la grotta di Santa Cristina con la sua tomba , un semplice sarcofago  del IV sec.  il tutto inserito in un ambiente ipogeo di catacombe cristiane.


08  Tuscania** pittoresca cittadina del Lazio settentrionale, posta sopra un ripiano tufaceo tra profondi burroni al margine meridionale dei M. Volsini.  Centro etrusco poi municipio romano, fu importante nel primo medioevo, cui risalgono i principali monumenti: San Pietro

sorge al margine dell'abitato fuori porta Viterbo, sull'alto di un poggio,preceduta da un piazzale erboso fiancheggiato dai resti di due torri medioevali e dall'edificio del palazzo Episcopale. La chiesa risale al sec.VIII. Nella facciata risalta la parte centrale, con un portale cosmatesco sormontato da una loggetta e da un grande rosone ( nel1971 il terremoto danneggiò seriamente il rosone mandandolo in mille frantumi...la pazienza e la bravura dei restauratori lo hanno riportato al suo antico splendore) contornato dai simboli degli evangelisti. L'interno a tre navate, pavimento cosmatesco del dine sec. XII. Nella navata destra un ciborio su colonne del 1093. Interessante anche la cripta a 9 navate su colonne provenienti da edifici romani.
Santa Maria Maggiore preceduta da una torre campanaria (mozza) romanica. La chiesa risale al sec.VIII, fu quasi tutta ricostruita nel sec.XII e consacrata nel 1206, risente di influssi gotici. Ha una facciata simile a quella di San Pietro, con tre ricchi portali, una loggetta e un rosone. Nel vasto interno a tre navate, ambone del sec. XII ricostruito con marmi più antichi, ciborio in forme gotighe antiche, e nella parete absidale grande affresco del giudizio universale del 300.


09  Vivo d'Orcia* è una piccola frazione del comune di Castiglione d'Orcia in provincia di Siena. Ubicata alle pendici nord del monte Amiata a una quota media di 930 m s.l.m. è totalmente immersa fra i boschi di castagno e rappresenta il borgo più alto di tutto il comprensorio amiatino. Dai suoi territori, in particolare presso le sorgenti dell'Ermicciolo, sgorga il torrente Vivo uno dei principali affluenti del fiume Orcia. Le sorgenti dell'Ermicciolo sono peraltro un'importante fonte idrica rispettivamente per gli acquedotti della Val di Chiana e di Siena

Possiede degli edifici religiosi risalenti all'XI secolo. Al livello del borgo, 870 m s.l.m., è situato un minuscolo romitorio intitolato a San Benedetto da Norcia. Esso appartiene all'Eremo del Vivo, fondato da San Romualdo nel XII secolo ed un tempo abitato dai monaci Camaldolesi, che si trova a valle del borgo. I due manufatti sono tra loro collegati da un sentiero realizzato lungo il corso del fiume che scorre a valle della frazione. Lungo il percorso vi sono tracce di vecchie installazioni industriali, quali cartiere e mulini ad acqua, risalenti ai secoli scorsi ed ormai abbandonate e ricoperte dalla folta vegetazione della zona.
(descrizione presa da Wikipedia).


10  Talamone Fonteblanda Bengodi* , solitario borgo di pescatori e località balneare raccolta su uno scosceso promontorio all'estremità sud dei monti dell'Uccellina. Il Bengodi è un punto sul mare [spiaggia con sassi] sul golfo di Talamone.



11  Montelaterone*  antico sito fortificato a 670 m di altitudine vicino a Arcidosso,si trova posizionato su una cresta arenaria tra le valli dei torrenti Ente e Zancona, da cui si domina l'abitato di Castel del Piano. L'abitato sorse poco dopo l'anno mille come possedimento dell'abbazia di San Salvatore al Monte Amiata, per poi passare sotto il controllo senese già a partire dall'inizio del XIII secolo.

Il paese rimane quasi ininterrottamente sotto l'egemonia di Siena fino alla metà del XVI secolo quando, a seguito della definitiva caduta della Repubblica senese, entrò a far parte del Granducato di Toscana, seguendone le sorti da quel momento in poi. Chiesa di San Clemente, situata nel centro storico, è attestata a partire dal 1302. Ampliata nel XVI secolo con la costruzione delle cappelle di San Cristoforo (1514), per volere di Bartolomeo Vantagioli, e del Corpus Domini (1560), variandone così l'orientamento. Ristrutturazioni successive si ebbero nel 1711, nel 1756, nel 1932-34, e infine nel 1958, quando fu demolito il settecentesco altare maggiore in stucco e sostituito con un altro disegnato dall'architetto Egisto Bellini.
[descrizione presa da Wikipedia].



12  Montegiovi    Il borgo è situato su una collina che costituisce una delle pendici occidentali del cono vulcanico del Monte Amiata, da cui si domina il primo tratto della val d'Orcia grossetana. Dista circa 50 chilometri da Grosseto e meno di 6 chilometri dal capoluogo comunale. E' ricordato per la prima volta in un documento del 1209 in cui l'imperatore Ottone IV confermava il possesso di metà del castello al vescovo di Chiusi, mentre l'altra metà di proprietà dell'abbazia di Sant'Antimo e dell'abbazia di San Salvatore. Sviluppatosi tra l'XI e il XII secolo, nel 1217 fu sottomesso a Siena, sotto l'influenza delle famiglieTolomei (seconda metà del XIII secolo), Bonsignori (prima metà del XIV secolo) e Salimbeni (seconda metà del XIV secolo). Nel XV secolo il borgo fu posto sotto la diretta giurisdizione di Siena. Nel 1555 fu aggregato al Granducato di Toscana, finendo poi accorpato a Castel del Piano. Chiesa di San Martino, citata nelle decime del 1302-1303 e ricordata comepieve nel 1464, è stata sostanzialmente modificata tra il XVII e il XIX secolo e gli unici elementi che testimoniano l'origine medievale della chiesa sono le decorazioni della facciata (timpano, portale architravato e piccolo rosone). All'interno sono custoditi tre dipinti di grande interesse: due opere di Francesco Nasini, la Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina (1643) e laMadonna in trono col Bambino, san Giovannino e una santa monaca (1692); e una santa Caterina in estasi del XVII secolo. Chiesa della Madonna degli Schiavi, ricostruita nel 1868 in stile neorinascimentale sul luogo dove sorgeva il vecchio oratoriorisalente al XVI secolo. Conserva al suo interno pregevoli opere quali l'affresco della Madonna col Bambino del XV secolo, con due angeli adoranti di epoca barocca attribuiti a Francesco Nasini, ed un quattrocentesco Crocifisso affrescato di scuola senese. Cappella di Sant'Elena, antica chiesetta addossata alla cinta muraria, nei pressi della porta, costituiva la cappella gentilizia dell'antico castello oramai scomparso, ma si presenta oggi particolarmente modificata. Realizzata in muratura in pietra trachitica con campanile a vela, possiede l'interno ad aula unica con copertura a travi di legno.

[descrizione presa da Wikipedia].


13 Monticello Amiata**  è situato a 734 metri sul livello del mare, lungo la strada che conduce verso il Monte Amiata alle porte dellariserva naturale Poggio all'Olmo. L'area collinare in cui è posto segna il definitivo passaggio dalla valle dell'Ombrone al massiccio del Monte Amiata. Monticello Amiata dista circa 50 chilometri da Grosseto e poco più di 9 chilometri dal capoluogo comunale.

Anticamente chiamato Montepinzutolo, ricordato per la prima volta in un diploma del 5 aprile 1027 di Corrado II e poi feudo dei signori di Tintinnano, niente rimane oggi dell'antico borgo alto-medievale, completamente distrutto da un incendio nel 1240. Il nuovo borgo fu ricostruito dagli abitanti di Montepinzutolo con il nome di Monticlo, e nel 1261divenne comune autonomo. Agli inizi del XIV secolo venne posto sotto la protezione di Siena e nel 1348, per insubordinazioni riguardanti il doppio pagamento di tasse all'abbazia di San Salvatore e a Siena, ricevette unascomunica che, curiosamente, ad oggi non è mai stata formalmente ritirata. Annesso al Granducato di Toscana nella metà del XVI secolo, nel 1783 perse la sua autonomia, venendo accorpato a Cinigiano, nuova sede comunale.
Palazzo Comunale, situato nella centrale via Grande, risale al XVII secolo ed era la sede del comune di Monticello Amiata. Sopra il portale bugnato è posto lo stemma degli Aldobrandeschi. Quando nel 1783 il granduca Leopoldo II sancì il trasferimento della sede municipale a Cinigiano, l'edificio divenne sede del tribunale fino al 1837. Successivamente fu abitazione della famiglia Maccherini, mentre oggi ospita la casa museoNei locali dell'ex Palazzo Comunale, è situata la casa museo di Monticello Amiata**, museo etnografico inaugurato nel 1989, che riproduce una tipica abitazione contadina ottocentesca e pone particolare attenzione agli antichi mestieri legati alla lavorazione dell'olio e delle castagne (da non perdere assolutamente).
Sono stati inoltre realizzati due percorsi naturalistici per la conoscenza del territorio circostante: la "via delle fonti" e la "via della castagna". La via delle fonti costituisce un itinerario storico-ambientale attorno al paese di Monticello Amiata, scendendo verso le sorgenti d'acqua conosciute con i nomi di Fonte vecchia e Fonte di sotto, utilizzate in passato come abbeveraggio per gli animali e per rifornimenti ad uso domestico. La via della castagna è un percorso naturalistico che si inoltra nei boschi sotto al paese fino a raggiungere una vasta area di castagneti da frutto: l'itinerario si caratterizza anche per elementi di tipo antropologico, grazie alla presenza di essiccatoi, capanne e muri a secco.


14  Monte Amiata cima* camminata di 20 minuti alla croce più altri 10 minuti alla Madonna degli Scout.....itinerario per tutti da non perdere. Dalla croce terrazza panoramica che in giornate limpide ci propone uno spettacolo unico. 



15 Isola del Giglio** da Giglio porto in ore 1 a piedi si arriva con strada asfalto poi per sentiero lungo costa alla Cala delle Caldane posto idilliaco (fuori stagione). L'isola è percorsa da mezzi che portano in ogni luogo, ma la bellezza dei posti si apprezza andando a piedi lungo i sentieri che l'attraversano in lungo e in largo. Dal lato di Giglio porto è visibile l'Isola di Giannutri.







2 commenti:

  1. Ciao Guido! Che belle foto! Grazie per aver condiviso queste escursioni, che ci danno molte idee a chi pensiamo di visitare l'Italia! Un grande abbraccio!

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