luna

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domenica 1 gennaio 2017

Brasimone dicembre 2016

Questo anello è stato fatto più volte le ultime due: maggio2013 e aprile 2015.
Questa volta abbiamo abbassato la media degli anni dei componenti il gruppetto. E' venuta a camminare con noi Erica la figlia di Paola e Renzo.
Non starò a descrivere di nuovo il percorso, basta andare ai collegamenti delle due volte precedenti.



venerdì 16 dicembre 2016

Val d'Ambra da Pietraviva





Descrizione:
Lasciamo l’auto sulla SP540 sotto l’abitato di Pietraviva wp P km.0. Da qui inizia l’anello. Seguendo la provinciale in direzione di Ambra, dopo 200 m circa giriamo a destra, attraversiamo un ponticello sul torrente Ambra wp1 km.0,2. Proseguiamo per circa 600 m circa su strada sterrata e  facendo attenzione perché non è segnato, giriamo a destra su largo sentiero wp2 km.0,8. Dopo 100 m troviamo un bivio che va a diritto verso il torrente, noi invece proseguiamo a sinistra  wp3 km.0,9 ,in caso di piogge con tratti fangosi e larghe pozze di acqua sul sentiero fino a incrociare la strada che prendendola a destra ci porterebbe sulla SP540, noi invece prendiamo a sinistra wp4 km.2,1 la strada sterrata seguendo i pochi segni cai n.117a. Fatti 400 m giriamo di nuovo a sinistra wp5 km.2,5 aggirando un casolare. Da qui iniziamo a salire decisamente fino al borgo di Ponticelli km.3,2, lo superiamo e dopo 150 m al wp6  km.3,3 giriamo a sinistra. Proseguiamo in salita per sentiero fino a trovare una carrareccia  wp.7 km.4 , giriamo a destra facciamo 800 m circa e incrociamo la strada asfaltata che seguiremo a sinistra wp8 km.4,8. Continuiamo su strada per circa 600 m fino a Rapale wp9 km.5,4. Il borgo medioevale conserva ancora parte delle mura e la sua porta d’ingresso. Dopo la visita del vecchio borgo, torniamo indietro ritroviamo la strada comunale e la prendiamo a sinistra in direzione  Sogna. Proseguiamo su una bella strada panoramica di crinale per circa 2400 m e arriviamo al cimitero di Sogna. Subito dopo arriviamo al bivio che prenderemo a sinistra per sentiero (cai 125 quasi una inversione a U) wp10 km.8. Il consiglio però e di visitare prima il bel complesso di Sogna con il suo  cippo  dedicato a tutti i caduti delle guerre. Se optiamo per la visita, poi dobbiamo ritornare sui nostri passi fino all’imbocco del sentiero wp10. Proseguiamo scendendo per bosco di querciolo e scope fino all’aria di sosta con tavolo in località. Badia a Ruoti. Wp11 km.10,2. Ottimo posto per un merendino. Ripartiamo scendendo verso la Badia  per circa 200 m (trascurando il segnavia cai 125) fino al wp12 km.10,4 dove prendiamo a sinistra la strada comunale asfaltata che seguiremo fino a ritrovare la SP540 wp13 km.11,3.Da questo punto abbiamo due possibilità: vedi cattura carta qui sotto a) celeste e b) rosso

















a) girare a sinistra per provinciale facendo attenzione, perché è abbastanza trafficata, fino a ritrovare percorsi circa 950 metri, il punto di partenza.

b) in rosso, attraversare la provinciale e prendere la strada di fronte a noi che in salita porta al borgo di Pietraviva (in alto tenere la sinistra) per poi  scendere di nuovo sulla SP540 più o meno dove abbiamo lasciato l’auto. Questa opzione è più lunga (1400 metri invece dei 950 m dell'opzione a)
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domenica 27 novembre 2016

"Svizzera Pesciatina" anello di San Quirico

Non a caso si chiama "Svizzera Pesciatina" le eccellenze di questa zona sopra a Pescia sono innumerevoli e noi ne abbiamo esplorato solo un tratto. La bellezza dei piccoli borghi con le sue strette strade in forte pendenza, l'incanto dei colori del bosco affascina e incanta. Come mi è capitato di dire altre volte, nessun pittore può ripetere sulla tela tale bellezza, può solo dare una sua interpretazione,ma il regalo dei colori che ci dona madre natura è un'altra cosa.


Dal posteggio di San Quirico wp01 km.0, dobbiamo salire tutto il paese fino a ritrovare le mura in alto wp02 km.0,5. Prendiamo la strada asfaltata davanti a noi e fatto un tornante sulla sinistra arriviamo a un bivio.  Dobbiamo continuare a diritto su strada forestale.wp03 km.0,6 la seguiamo per 300m circa e sulla destra prendiamo il wp04 km.0,9 che inizia subito a salire per il bosco. Fatti due chilometri usciamo dal bosco wp05 km.2,1, il nostro anello va a destra su forestale in falso piano fino a un bivio sulla destra wp06 km.3,5 dobbiamo continuare  a diritto ancora per la forestale. Poco dopo ancora un bivio questa volta sulla sinistra wp07 km.3,6 ma ancora dobbiamo continuare a diritto. Fatti altri 500 m circa arriviamo al rifugio Uso di Sotto wp08 km.4,1. Dopo un doveroso merendino sui tavoli esterni al rifugio, torniamo indietro ripercorrendo la forestale a ritroso fino al wp05. Qui invece di scendere dal solito sentiero di salita, continuiamo a diritto per forestale e poco dopo arriviamo al Santuario della Madonna del Tamburino con una fontana nel mezzo del prato.wp09 km.6,1. Con il santuario alle nostre spalle iniziamo a scendere su forestale percorrendola per 1900 m dove troviamo il sentiero n.50 wp10 km.8 che ci porterebbe a San Quirico direttamente in circa due chilometri. Noi visto la situazione del sentiero, terreno fangoso e infrascato inizialmente, abbiamo deciso di continuare per forestale scendendo fino a trovare delle vecchie serre per fiori abbandonate e poco dopo la strada asfaltata comunale wp11 km.9,8 che prendiamo a sinistra camminando con attenzione, anche se la strada e poco trafficata, fino a ritrovare il posteggio di San Quirico km.11,3. Cosi facendo abbiamo allungato l'anello di km.1,3.









lunedì 31 ottobre 2016

Parco Regionale della Maremma o Parco dell'Uccellina.

Dal punto accoglienza del Parco una navetta ci porta in località Pratini dove inizia il sentiero A1 che sale fino a Poggio ai Lecci 415 m, per poi scendere a San Rabano, monastero Benedettino (XI sec). Dopo una doverosa visita dei molti e interessanti resti ben conservati , si continua a destra (con le spalle al monastero) scendendo fino a intersecare uno stradello asfaltato. Siamo sul sentiero A4 che scende a sinistra in direzione del mare per poi girare ancora a sinistra sul sentiero vero e proprio che ci porta fino a Cala di Forno. Immersi totalmente nella macchia mediterranea è uno spettacolo. Alcuni scorci panoramici sul mare rendono più affascinante il percorso. Il ritorno è per il solito sentiero A4  e stradello asfaltato che prenderemo in salita fino a ritrovare località Pratini dove la navetta ci riporterà al centro accoglienza.

monastero Benedettino di San Rabano


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giovedì 25 agosto 2016

Traversata casetta Pulledrari Strofinatoio Scaffaiolo Doganaccia

Da Maresca andiamo in auto fino al rifugio Casetta Pulledrari, m 1180 seguiamo il segnavia n.3 del cai. Saliamo nel bellissimo bosco di faggi toccando in sequenza: Passo della Pedata del Diavolo m 1334, Rifugio Montanaro m 1538 e Poggio dei Malandrini m 1558. Da qui partono vari sentieri; noi prenderemo il segnavia n.20 che con un sentiero a mezza costa che entra ed esce dal bosco più volte arriva al Passo del Cancellino m. 1628. Da qui il forte vento di ieri 24 agosto 2016 ci ha reso il percorso molto disagevole... le raffiche arrivavano con una intensità superiore ai 100 chilometri.
Arrivati un po' stremati al Passo dello Strofinatoio il vento aumenta di intensità e per percorrere il crinale che porta al Lago Scaffaiolo più di una volta ho rischiato di farmi trascinare per terra. Nonostante tutto, il panorama da quassù è meraviglioso.
Al lago ci fermiamo per una breve sosta panino....il vento increspa l'acqua del lago e alzandola in aria crea un pulviscolo che molti ragazzi sfruttano per una giocosa doccia.
Ripartiamo pensando di rifare il percorso all'inverso ma fatti pochi metri ci rendiamo conto che il vento è ancora aumentato e non ci fa camminare. Decidiamo di proseguire verso Cutigliano, più breve e meno pericoloso, nella speranza di trovare un mezzo che ci riporti perlomeno a Maresca.
Sul crinale che arriva al Passo della Calanca ho rischiato di cadere per terra più di una volta, confermando che abbiamo fatto bene a fare questa scelta sicuramente meno rischiosa. In queste condizioni di forte vento rifare lo Strofinatoio era impossibile.
Iniziamo finalmente a scendere con un sentiero che ci porta al Poggio della Doganaccia , dove prendiamo la funivia che scende a Cutigliano. Da qui la fortuna vuole che alle 15:30 passi il bus di linea che con tre cambi di autobus ci porta a Maresca. L'avventura non è finita da qui, dobbiamo arrivare alla macchina parcheggiata alla casetta Pulledrari.


Dopo una breve sosta, ripartiamo a piedi col sentiero segnavia 1 e 3  e alcuni pezzi di strada asfaltata (il segnavia 1 dopo un po' lo lasciamo...porta a Maceglia), proseguiamo con il segnavia 3 e dopo ore 1:15' , 4 km circa e un dislivello in salita  di 380 m....finalmente siamo di nuovo

all'auto.
Il dislivello totale in salita comprensivo di quello che da

Maresca  ci ha riportato alla casetta Pulledrari  è stato di
m 1369...non male*****

dati gps traversata



dati gps Maresca  Casetta Pulledrari


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