luna

luna

lunedì 22 settembre 2014

Sambuca Val di Pesa Badia Passignano

Lasciamo l'auto al posteggio di via f.lli Roselli lungo il fiume Pesa, ci dirigiamo verso il "Masso di Particino" poco dopo prendiamo a sinistra la carrareccia in salita seguiamo fino a un tabernacolo, prendiamo a sinistra e subito dopo a destra sulla strada asfalto che porta alla Badia a Passignano. Dopo una inaspettata visita della Badia con il Parroco, che gentilmente ci ha spiegato a grandi linee la storia della Badia e le opere che contiene, ripartiamo girando a destra sulla strada di Poggio al Vento. Arriviamo a un tabernacolo posto su un largo spiazzo,visto il numero elevato di partecipanti ci è sembrato ottimo per la sosta pranzo. Poco dopo  a Rignana (ristorante bar) i soliti drogati si sono fatto un caffè. Continuiamo fino ad arrivare a un bivio, prendiamo a destra per sentiero in discesa che ci porta al fiume Pesa.
Giriamo a destra, poco dopo troviamo una sbarra e un ponte sulla Pesa che attraversando ci porterebbe a San Donato. Noi continuiamo a diritto seguendo il percorso lungo fiume fino a trovare la cappella di San Giovanni Gualberto e poco dopo sulla sinistra rivediamo il "Masso di Particino" . Continuiamo fino a ritrovare il posteggio, concludendo in bellezza il nostro anello.

Note:
Pedate del cavallo di San Giovanni Gualberto
Questa leggenda, ancor oggi raccontata con vivaci particolari dal popolo, è legata alla storia di San Giovanni Gualberto.
Il santo, nato in questa zona intorno all'anno mille, fattosi monaco dopo l'episodio dell'eroico perdono dell'uccisore del fratello fondatore di Vallombrosa e di numerose altre Abbazie e fustigatore del malcostume del tempo negli ultimio anni della sua vita si ritirò nella Badia di Passignano dove è sepolto nella chiesa di S. Michele Arcangelo.
La leggenda racconta che il santo, ormai anziano, era solito scendere a cavallo dalla Badia verso il Molino dell'Abate, dove incontrava i contadini della zona per confortarli, benedirli e lenire cosi i loro dolori. Proprio durante uno di questi spostamenti Giovanni Gualberto avrebbe incontrato il diavolo, e il suo cavallo sarebbe caduto a terra dallo spavento, lasciando impresse nella roccia le impronte dei ginocchi e degli zoccoli, ancora oggi visibili.
( dal WP 014. a destra per 1300 metri ).

Masso di Particino
Questo grosso blocco di pietraforte è detto masso di Particino per la vicinanza, sull'altra sponda della Pesa, dell'antico molino di Particino e la sua presenza è collegata alla storia di San Giovanni Gualberto vissuto in questa zona nell'XI secolo.
Secondo la tradizione, ancora oggi con vivaci particolari narrata dal popolo, mentre il santo fondatore di Vallombrosa si riposava, il diavolo che stava sulla collina, gli scagliava contro dei grossi massi- di cui questo è il più grande- che il santo fermava e faceva scendere piano piano fino a terra.
La leggenda vuole che oltre a questo, anche gli altri massi visibili lungo la strada che porta al Molino dell'Abate, e gli altri affioranti dal pendio sopra e attorno alla cappella di San Giovanni Gualberto, siano fra quelli lanciati contro il Santo.
(vedi foto del masso).





dati gps:



















Nessun commento:

Posta un commento