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giovedì 13 aprile 2017

Sambuca Val di Pesa Badia di Passignano 2017






Lasciamo l'auto al posteggio wp0 km.0 di via f.lli Roselli lungo il fiume Pesa, ci dirigiamo verso il "Masso di Particino" fatti 600 m. prendiamo a sinistra wp1 km.0,600 la carrareccia in salita che seguiremo fino a un tabernacolo wp2 km.1,8 dove prenderemo a sinistra e subito dopo a destra wp3 km.2 sulla strada asfalto che porta alla Badia a Passignano. Dopo aver visitato la Badia, continuiamo girando a destra wp4 km.3,3 sulla strada di Poggio al Vento. Arriviamo a un tabernacolo wp5 km.6,3 posto su un largo spiazzo con un tavolo,giriamo a destra e percorsi circa 700 m. arriviamo a Rignana wp6 km.7 (ristorante bar e chiesa).Continuiamo fino ad arrivare a un bivio, prendiamo a destra per sentiero wp7 in discesa km.8,3 e dopo 100 m ancora a destra wp8 km.8,4. Percorriamo 500 m. e arriviamo al fiume Pesa, giriamo a destra wp9 km.8,9. Poco dopo troviamo una sbarra wp10 km.9 e un ponte sulla Pesa che attraversando ci porterebbe a San Donato. Noi continuiamo a diritto seguendo il percorso lungo fiume fino a trovare la cappella di San Giovanni Gualberto km.12,6 percorsi 200 m. a un bivio sulla sinistra sinistra continuiamo a diritto dopo poco ritroviamo il bivio wp1 km.13 che all'andata avevamo preso in salita Questa volta andiamo a diritto e dopo 700 m. circa ritroviamo il posteggio, concludendo il nostro anello. wp0 km 13,7 totali.

Note:
Pedate del cavallo di San Giovanni Gualberto
Questa leggenda, ancor oggi raccontata con vivaci particolari dal popolo, è legata alla storia di San Giovanni Gualberto.
Il santo, nato in questa zona intorno all'anno mille, fattosi monaco dopo l'episodio dell'eroico perdono dell'uccisore del fratello fondatore di Vallombrosa e di numerose altre Abbazie e fustigatore del malcostume del tempo negli ultimio anni della sua vita si ritirò nella Badia di Passignano dove è sepolto nella chiesa di S. Michele Arcangelo.
La leggenda racconta che il santo, ormai anziano, era solito scendere a cavallo dalla Badia verso il Molino dell'Abate, dove incontrava i contadini della zona per confortarli, benedirli e lenire cosi i loro dolori. Proprio durante uno di questi spostamenti Giovanni Gualberto avrebbe incontrato il diavolo, e il suo cavallo sarebbe caduto a terra dallo spavento, lasciando impresse nella roccia le impronte dei ginocchi e degli zoccoli, ancora oggi visibili.
( dal WP 014. a destra per 1300 metri ).

Masso di Particino
Questo grosso blocco di pietraforte è detto masso di Particino per la vicinanza, sull'altra sponda della Pesa, dell'antico molino di Particino e la sua presenza è collegata alla storia di San Giovanni Gualberto vissuto in questa zona nell'XI secolo.
Secondo la tradizione, ancora oggi con vivaci particolari narrata dal popolo, mentre il santo fondatore di Vallombrosa si riposava, il diavolo che stava sulla collina, gli scagliava contro dei grossi massi- di cui questo è il più grande- che il santo fermava e faceva scendere piano piano fino a terra.
La leggenda vuole che oltre a questo, anche gli altri massi visibili lungo la strada che porta al Molino dell'Abate, e gli altri affioranti dal pendio sopra e attorno alla cappella di San Giovanni Gualberto, siano fra quelli lanciati contro il Santo.


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