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giovedì 2 ottobre 2014

Santuario Madonna delle Grazie al Sasso

Acqua a catinelle....ma i soliti intrepidi del mercoledi  sono usciti ugualmente per una visita particolare.

La Madonna delle Grazie era un ex-voto (lo dimostrerebbero le piccole dimensioni: 60x35) dipinto intorno al 1490. Essa è attribuita alla scuola o tecnica detta "del Ceraiolo", e più precisamente a Giovanni Bonintendi. I due santi raffigurati sarebbero S. Giovanni Battista e S. Leonardo Diacono. La cornice è di G. Gherardi (1846). Questo dipinto, stando ad un’ipotesi desumibile dall’inventario del 1515, fu forse donato dai Servi di Maria della SS. Annunziata all’Opera del Sasso in occasione della festa di inaugurazione del 1504. Dalla sala del consiglio, la tavola fu trasferita sull’altar maggiore, al posto della "Madonna con quattro santi" che fu collocata al suo posto nella suddetta sala.

L'area detta del Sasso fu probabilmente sede di riti agrari fin dall'età romana. Nell'Alto Medioevo vi si rifugiarono degli eremiti che, intorno al Mille, vi costruirono un piccolo oratorio.
Una tradizione, purtroppo non documentabile, vuole che, in precedenza, nell'anno 800 circa, alcuni monaci benedettini irlandesi, di ritorno dal pellegrinaggio a Roma, stabilendosi nella zona, ereggessero un tabernacolo in onore della Beata Vergine Maria. Secondo la tradizione il monaco che con le sue stesse mani costruì, a fianco della propria cella, il tabernacolo, detto poi dell'Eremita, sarebbe stato S. Andrea di Scozia, fratello di S. Brigida, la santa alla quale è legata l'origine dell'omonimo paese situato non lontano dal Sasso.
Fu proprio nei pressi di questo tabernacolo, accanto al piccolo oratorio, in questo luogo sacro da millenni, che la Vergine Maria volle apparire, il 2 luglio 1484, alle sorelline Ricovera, umili pastorelle che, per ottenere la guarigione del babbo moribondo, erano salite per pregare la Vergine davanti alla Sua Immagine custodita nell'antico tabernacolo. La Madonna, apparendo, restituì la salute al padre morente e, contemporaneamente, chiese alle pastorelle "di far sapere a Firenze al Clero e  al Popolo che la loro Madre celeste invitava tutti a ritornare a leggere e meditare il Vangelo”. La Madonna inoltre, rivolgendosi alle giovinette e anche al miracolato babbo Giovanni Ricovera, invitò a costruire sul Sasso una chiesa più ampia dell'Oratorio esistente "perché - avrebbe promesso la Vergine santissima - qui mi piace essere venerata e da qui effondere grazie su quanti me le chiederanno".
 Vi furono altre apparizioni della Madonna: in particolare, va ricordata quella del 22 agosto 1485, detta Grande Apparizione, in cui la Vergine volle mostrarsi a tutto il popolo, radunato in preghiera con le sorelline Ricovera davanti al tabernacolo, per confermare i messaggi trasmessi dai Ricovera. La Grande Apparizione permise di superare tutti gli ostacoli e le opposizioni di ogni specie che rallentavano la realizzazione del tempio, cosicché, dopo aver organizzato la raccolta di offerte e il trasporto del materiale, il 2 luglio 1490, sesto anniversario della prima apparizione, poterono iniziare i lavori con la posa della prima pietra. Furono ultimati in pochissimo tempo, agli inizi del sec. XVI, con la collocazione, sotto la mensa dell'Altare Maggiore, di una porzione della roccia sulla quale era stata vista apparire la Madonna.
L’occhio di chi arriva al santuario è subito attratto dall’elegante loggiato secentesco che si snoda, formando un angolo retto e posa i suoi archi ribassati su dieci colonne di pietra arenaria. Soltanto un’arcata è a tutto sesto: quella di fronte alla chiesa, che ne lascia intuire la struttura originaria che si affacciava sobria, con il suo atrio “toscano” ad una sola arcata, sul verde e arioso prato, affiancata, alla distanza di tre metri, dall’agile campanile che allora sembrava sbucasse dalla cruda roccia del Sasso.La zona di rispetto, il prato antistante la chiesa cinto dal lato di accesso da un muro, fu istituita alla fine del ‘500 per opera del ven. Bernardino da Firenze. Nei secoli, sopra il loggiato, furono costruite alcune stanze destinate a l'accoglienza dei pellegrini. I locali si ampliarono fino ad assumere l’aspetto odierno con gli ultimi lavori compiuti nel 1838.
L’impianto della chiesa risale alla fine del ‘400. Entrando, sul fondo si staglia il grande altare maggiore (1504 ca.), in pietra serena, che ha al centro una nicchia ospitante una statua lignea, di recente fattura, raffigurante la Vergine del Vangelo. Alla base dell’altare, entro un sarcofago di marmo intarsiato, il Sasso sul quale le pastorelle videro la Madonna.L’altare subì delle modifiche nel 1702, con l’aggiunta delle colonne laterali e l’innalzamento allo stato attuale.A sinistra, prima del presbiterio, si apre la cappella dell’Eucarestia dove è collocata, sopra il tabernacolo, l’immagine quattrocentesca raffigurante la Madonna col Bambino e Santi che si trovava nel primitivo oratorio. Sulle pareti laterali della chiesa si trovano alcune tele: a sinistra Madonna con santi del Vignali (1621) e il Transito di S. Giuseppe di autore ignoto (sec. XVII), mentre a destra abbiamo S. Isidoro d’ignota mano secentesca, e una Crocifissione del Velio (1600).
Sulla volta della chiesa campeggia un grande dipinto del pittore fiorentino Paolo Sarti raffigurante un’apparizione della Madonna. Attraverso gli archetti sulla destra prima del presbiterio, o dal corridoio museale che parte dal loggiato esterno, si accede alle scalette che conducono alla cappella inferiore, luogo delle apparizioni della madonna alle pastorelle. Questa cappellina comprende il primitivo tabernacolo e l’altare con la venerata immagine della Madonna delle Grazie.

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